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L'opera
L'autore raccoglie
pazientemente, con amore ed entusiasmo (come egli stesso dice), le
notizie sulla storia di Vallelunga attinte da varie fonti.
Notizie che, come dall'autore precisato nelle premesse, sono tratte
da atti che egli stesso ebbe modo di esaminare, in qualità di
amministratore dei canoni enfiteutici delle famiglie Papè di Valdina
e Lanza Branciforti di Trabia, dagli archivi parrocchiali, dagli
archivi storici comunali, dall'archivio di Stato di Palermo, da
carteggi tramandati da padre in figlio della stessa famiglia
Cipolla, così come da racconti verbali raccolti dallo stesso autore
dalla viva voce di ... vegliardi del paese ... come egli li
definisce.
Un lavoro costellato
di grandi difficoltà, quello di don Piduzzu, ma alimentato,
come egli stesso scrive, dall'amore di "... far conoscere -
almeno a quei miei compaesani che conservano l'amore al paesello
natio - uomini, avvenimenti e cose di cui il tempo e l'insipienza
degli uomini avevano cancellato dalla memoria senza curarsi di
tramandarli con sollecitudine ed amore ai futuri ... perchè è
proprio vero che niente si ama se prima non si conosce ...".
Nell'opera, dopo una
breve presentazione di carattere corografico, l'autore tratteggia, a
partire dal 1349, la storia del feudo e delle sue successive
traslazioni sino a quando il 3 settembre 1633 il nobile termitano,
Don Pietro Marino, ottiene dal vicerè duca di Ayala, la cosiddetta "licentia
populandi", ovvero l'autorizzazione a richiamare nel feudo
popolazioni per abitarlo.
La parte più corposa
dello scritto viene dedicata alla elencazione cronologica
(accompagnata, comunque, da note biografiche) di sindaci, decurioni,
commissari, podestà, vice podestà, vice sindaci, assessori e
consiglieri comunali succedutisi a partire dal 1821 nonché dei notai
esercenti la professione a partire dal 1666.
L'autore dedica, poi,
un breve paragrafo al Tribunale della SS. Crociata presente a
Vallelunga.
Pregevole e di elevato
interesse storico, infine, è il paragrafo dedicato alla
toponomastica del comune. Curiose sono le notizie relative alla
denominazione di alcune strade dell'abitato (le principali) e
quelle, definite dall'autore, "traverse".
Dott. Giuseppe
GAETA |
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